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STORIA

La storia delle Paludi di Ostiglia e del Busatello

Le Paludi di Ostiglia e del Busatello sono un’importante area naturale che si estende per 81 ettari, dei quali circa un terzo è costituito da zone paludose, mentre il resto comprende terreni agricoli, boschi e prati umidi. Queste paludi si trovano nel confine tra Lombardia e Veneto, tra i Comuni di Ostiglia (MN) e Gazzo Veronese (VR).

L’area ospita anche il Busatello, un importante corso d’acqua che segna il confine tra le due regioni e che ha un ruolo fondamentale nell’ecosistema locale.

Le Valli Grandi Veronesi

Un tempo vaste zone umide tra Veneto e Lombardia, oggi in gran parte trasformate in campi agricoli.

Le Paludi di Ostiglia e del Busatello sono ciò che resta delle Valli Grandi Veronesi, un tempo una vasta zona umida di oltre 30.000 ettari, estesa tra Veneto e Lombardia. A partire dalla metà del XIX secolo, cominciarono le grandi opere di bonifica, che proseguirono fino agli anni ’70 del Novecento, riducendo drasticamente la superficie delle aree palustri originarie.

Le Paludi di Ostiglia e del Busatello sono sopravvissute grazie alla coltivazione di erbe palustri come canna palustre e carice, che per decenni hanno rappresentato una risorsa economica importante per le comunità locali.

Una geografia unica: la palude "pensile"

Una delle particolarità più affascinanti dell’area è il fenomeno della palude pensile: il livello dell’acqua nella palude si trova a un’altitudine superiore rispetto al terreno agricolo circostante. Il pelo dell’acqua è tra i 12 e i 14 metri sul livello del mare, mentre i terreni circostanti non superano i 13 metri.

Questa condizione è conseguenza del compattamento dei suoli causato dalle bonifiche. Per contenere e gestire questo dislivello, la palude è oggi delimitata da argini artificiali.

Il ruolo degli argini e delle pompe idrovore

Per mantenere stabile il livello dell’acqua, l’area è dotata di argini costruiti nel tempo per arginare le acque e mantenere la palude intatta. In aggiunta, l’acqua necessaria per alimentare l’ecosistema viene prelevata da pompe idrovore che attingono dalle acque di scolo delle terre agricole circostanti. Questo sistema permette di simulare il regime idrico naturale delle paludi, con un apporto d’acqua in primavera e autunno e un periodo di secca durante l’estate e l’inverno.

Il ruolo delle attività tradizionali

Per secoli, la raccolta di canna e carice ha modellato il paesaggio delle Paludi, contribuendo a preservare l’equilibrio ecologico grazie alla costruzione di argini e al mantenimento dell’acqua.

Un altro elemento interessante nella storia delle Paludi di Ostiglia e del Busatello è il ruolo delle attività tradizionali svolte dall’uomo. Un tempo, le paludi venivano sfruttate per la raccolta di canna e carice, piante utilizzate per la costruzione di cesti e altri oggetti artigianali. Questo sfruttamento tradizionale portò alla costruzione di argini che, paradossalmente, contribuirono alla conservazione delle paludi stesse, impedendo che venissero completamente drenate.

Tuttavia, questo tipo di utilizzo è stato progressivamente abbandonato negli anni ’80 nella parte lombarda della palude, mentre nella parte veneta ha continuato, seppur ridotto.

Protezione e conservazione delle Paludi di Ostiglia e del Busatello

Dal punto di vista della conservazione ambientale, la Palude di Ostiglia e la Palude del Busatello di Gazzo Veronese rappresentano una delle aree più tutelate d’Italia. Dal 1984, la parte lombarda è tutelata come Riserva Naturale Regionale. Entrambe le porzioni (lombarda e veneta) rientrano nella Rete Natura 2000, sistema europeo per la tutela della biodiversità.

L’area è anche riconosciuta come Zona Umida di Importanza Internazionale secondo la Convenzione di Ramsar (2008), fondamentale per la protezione della fauna acquatica e avifaunistica.

È inoltre inclusa nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC IT3210013) e nella Zona di Protezione Speciale (ZPS), che garantiscono elevati livelli di tutela per habitat e specie, con particolare attenzione agli uccelli migratori e agli ambienti palustri.

Per l’importanza ecologica della Palude di Ostiglia, l’area è inclusa nella rete delle Oasi della Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU). Questo riconoscimento evidenzia il ruolo centrale che queste paludi giocano nella conservazione degli uccelli migratori e nella protezione della biodiversità locale.

La Palude del Busatello si trova nella parte veneta delle paludi, nel territorio di Gazzo Veronese, ed è gestita dal Comune di Gazzo Veronese, proprietario dell’area, con la Supervisione Naturalistica dell’Associazione WWF Veronese (come risulta dall’ultima convenzione stipulata nel 2023).

Questa oasi ricopre circa 50 ettari ed è un habitat privilegiato per numerose specie di uccelli migratori, pesci e anfibi. La sua gestione si basa sul mantenimento del regime idrico naturale tramite idrovore, che prelevano acqua dai canali agricoli circostanti.

Il futuro delle Paludi di Ostiglia e del Busatello

Oggi, la Riserva Naturale delle Paludi di Ostiglia e l’Oasi WWF Palude del Busatello continuano a rappresentare un angolo di natura incontaminata, un rifugio per molte specie di fauna selvatica e un esempio di come la protezione dell’ambiente possa convivere con le necessità umane. La gestione idrica dell’area, unita alla protezione dalle bonifiche, garantisce che questo straordinario ecosistema rimanga vitale per le generazioni future.

Timeline della storia delle Paludi di Ostiglia e del Busatello

Scopri le Paludi di Ostiglia e del Busatello